Sono due fratelli, ma sono perfino di più. Sono in realtà compagni nello spirito, nelle passioni, negli obiettivi. Unitissimi e collegati sempre, anche se vivono lontani, fisicamente: ma è una lontananza fisica che serve solo a dimostrare la possibilità di annullarla, nel sentimento e nelle emozioni e nella condivisione.
Giampiero e Antonio, Antonio e Giampiero. Garofalo, ovviamente. Ieri Giampiero in sella a Querido van het Ruytershof è stato protagonista di una bellissima prestazione nella finale della Longines League of Nations a Barcellona: diciamo che le 8 penalità della prima manche sono servite a valorizzare perfino di più il magnifico percorso netto della seconda.
Perché il tracciato e gli ostacoli erano identici, ovviamente, ma la responsabilità e l’atmosfera completamente diverse: in seconda manche si era solo in tre, nessun risultato da poter scartare, l’obbligo di ottenere il massimo per far risalire la squadra in classifica…
Insomma: pressione alle stelle… E in questo sono stati favolosi non solo Giampiero Garofalo e Querido, ma anche Giulia Martinengo Marquet con Delta de l’Isle ed Emanuele Camilli su Chacareno PS: tre percorsi netti. Impossibile fare meglio di così.
Però nella gara di Giampiero Garofalo ieri a Barcellona c’è anche qualcosa in più: un aspetto del tutto personale che riguarda per l’appunto il suo rapporto con Antonio. Sì, perché per Giampiero quella di ieri è stata la presenza numero sedici in Coppa delle Nazioni, sedici volte con la giacca della nazionale italiana. E allora sorge spontanea la curiosità: Antonio quante presenze ha collezionato con la squadra azzurra? Beh, ci credereste? Sedici. Esattamente sedici. Non solo: facendo l’esordio entrambi i fratelli nello stesso anno, il 2013.
I numeri a volte non sono solo freddi riferimenti statistici. I numeri raccontano anche storie. Emozionanti come questa, per esempio… Oppure come quella che ci dice che Antonio e Giampiero sono gli unici fratelli ad aver fatto parte della stessa squadra azzurra in Coppa delle Nazioni nello Csio di Roma (nel 2023: Italia al 2° posto) se si fa eccezione per Piero e Raimondo d’Inzeo: e quella di Roma non è né mai potrà essere una Coppa delle Nazioni ‘normale’ per noi italiani (ma ci pensate a Maria Teresa e a Paolo, i genitori di Antonio e Giampiero… ?).
Il bello di tutto questo è che la prospettiva futura è ovviamente molto ampia: Antonio è nato il 3 luglio 1990, Giampiero il 19 maggio 1994, dunque 36 e 32 anni rispettivamente… la loro storia con la squadra azzurra sarà ancora molto lunga. E sarà bello continuare a raccontarla.























